In programma nei giorni:
ven 23 gen 2026 ore 21:00
sab 24 gen 2026 ore 21:00
dom 25 gen 2026 ore 21:00
Norimberga
regia
James Vanderbilt
cast
Russell Crowe, Rami Malek, Leo Woodall, John Slattery, Mark O'Brien, Richard E. Grant, Michael Shannon (II), Colin Hanks, Wrenn Schmidt, Lotte Verbeek, Andreas Pietschmann, Steven Pacey, Lydia Peckham, Dan Cade, Roderick Hill, Paul Antony-Barber, Donald Sage Mackay, Wolfgang Cerny, Jeremy Wheeler, Tom Keune, Billy Rayner, Ralph Berkin, Alex Diehl, Gyula Mesterházy, Dieter Riesle, András Korcsmáros, Carl Achleitner, Wayne Brett, Michael Sheldon
durata
148
nazione
USA
uscita
18 dicembre 2025
genere
Drammatico, Storico, Thriller
distribuzione
Eagle Pictures
produzione
Bluestone Entertainment, Filmsquad, Media Finance Capital, Project X Entertainment, Széchenyi Funds, Walden Media
Film d'essai:
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altre info su

Norimberga, il film diretto da James Vanderbilt, è un avvincente dramma storico ambientato nella Germania del 1945, subito dopo la resa del Terzo Reich. Racconta i processi di Norimberga, durante i quali le potenze Alleate misero sotto accusa i massimi vertici del regime nazista, chiamandoli a rispondere delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare dell’Olocausto. Al centro della vicenda c’è il giovane psichiatra dell’esercito americano, Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di valutare lo stato mentale dei principali imputati per stabilire se siano in grado di affrontare un regolare processo. Il suo compito lo porta a confrontarsi con i più spietati personaggi del secolo, tra cui spicca Hermann Göring (Russell Crowe), figura chiave del regime hitleriano. Ciò che inizia come un esame clinico si trasforma rapidamente in un intenso e disturbante confronto psicologico tra due uomini agli antipodi. Da un lato il razionale e determinato Kelley, dall’altro il carismatico, lucido e manipolatore Göring. Il loro dialogo, fatto di interrogatori serrati e silenzi carichi di tensione, evolve in un vero e proprio duello che mette in discussione i confini della giustizia, della follia e della responsabilità morale. A condurre l’accusa nel processo c’è l’inflessibile procuratore capo Robert H. Jackson (Michael Shannon), deciso a fare in modo che i crimini del nazismo vengano puniti in modo equo e definitivo, dando al mondo un precedente giuridico. Assistiamo alla messa in scena della lotta tra il dovere e la coscienza, tra il senso di giustizia e il bisogno di capire come sia potuto accadere l’indicibile.

All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il famigerato ex braccio destro di Hitler, e di altri alti gerarchi nazisti. Allo stesso tempo, gli Alleati – guidati dal giudice Robert H. Jackson, affrontano l’impresa titanica di istituire un tribunale internazionale, per far sì che il regime nazista risponda dei propri crimini di fronte alla storia. Nel silenzio delle celle, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring, uomo carismatico e manipolatore. Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini, erano pazzi o semplicemente malvagi? Sul palcoscenico della storia si apre così il processo di Norimberga, un evento che ha cambiato per sempre la storia e l’umanità.
Tratto dal libro del 2013 di Jack El-Hai “The Nazi and the Psychiatrist: Hermann Göring, Dr. Douglas M. Kelley, and a Fatal Meeting of Minds at the End of WWII”, Norimberga mette appunto in scena il rapporto tra Hermann Göring e lo psichiatra dell’esercito statunitense il tenente colonnello Douglas Kelley. Un corpo a corpo intellettuale e umano che porta i due, drammaturgicamente, a piacersi ma, visto il tema, il film non può spingersi oltre come invece è accaduto in altri duelli cinematografici sul Male. Per esempio nel rapporto tra Clarice Starling e Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti. A Rami Malek il compito di competere con Russel Crowe che riesce a costruire un personaggio che impersonifica il male in maniera molto umana. Anche il confronto attoriale vede vincitori e vinti, proprio come recita il titolo del bellissimo film di Stanley Kramer del 1961 dedicato a Norimberga (Judgment at Nuremberg) con l’interpretazione spaesata e fuori posto di Rami Malek che non può non arrendersi all’affermazione della figura di Russel Crowe, capace di dare una forma fisica espansa, che diventa sostanza, al Maresciallo del Reich, la figura un tempo più vicina a Hitler, poi caduto in disgrazia proprio perché temuto concorrente dal Fuhrer. James Vanderbilt, sceneggiatore di Zodiac e regista, dieci anni fa, di Truth – Il prezzo della verità, si attiene al libro che ha trasporto sul grande schermo e non indaga questo aspetto interessante degli ultimi anni di Göring ma si concentra sull’allestimento del processo di Norimberga e sul tentativo degli americani di carpire una possibile linea difensiva dei gerarchi nazisti con l’aiuto di psichiatri, proprio come il dottor Douglas Kelley, e di psicologi come Gustave Gilbert che gli verrà affiancato. Appena però la narrazione si allontana da questi incontri a due, che sarebbero potuti diventare memorabili per il livello di introspezione, ecco che la drammaturgia perde d’interesse perché il film segue in maniera fin troppo classica la costruzione, teorica e fisica, del processo di Norimberga, con, ad esempio, il restauro dell’aula del tribunale e la preparazione dei detenuti illustri, trasformandosi poi in un dramma giudiziario in cui il ruolo del dottor Kelley acquista una marginalità dettata dalla storia e i protagonisti sulla scena diventano il Giudice Jackson, interpretato da Michael Shannon, e il giurista inglese David Maxwell Fyfe nei cui panni troviamo l’ottimo Richard E. Grant.A questo punto il film diventa molto meno interessante, anche delle miniserie che all’inizio dei Duemila sono state realizzate come Il processo di Norimberga diretto Yves Simoneau (trasmessa in Italia nel 2022 da La7) e, soprattutto, quella documentaria della BBC Nuremberg: Nazis on Trial. Però il film cerca ovviamente di dialogare anche con l’oggi, con le domande senza risposta su come sia stato possibile raggiungere l’abisso della Shoah. In un’epoca, la nostra, in cui continuano altri genocidi, la responsabilità, anche nel diritto internazionale, dei crimini di guerra rende Norimberga un film che pone lo spettatore di fronte all’orrore con la riproposizione dei filmati girati dagli Alleati quando sono stati liberati i campi di concentramento. È una visione – sempre insostenibile ma da guardare con occhi ben aperti – oggi ancora più fondamentale perché ci stiamo allontanando da quegli anni e siamo anestetizzati da quelli odierni.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 20 gennaio 2026 .