In programma nei giorni:
gio 26 mar 2026 ore 21:00
La grazia
regia
Paolo Sorrentino
cast
Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida
durata
131
nazione
Italia
uscita
15 gennaio 2026
genere
Drammatico
distribuzione
PiperFilm
produzione
The Apartment, Numero 10 e PiperFilm
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
altre info su

La Grazia, il film diretto da Paolo Sorrentino, vede protagonista il Presidente della Repubblica Mariano De Santis (nessun riferimento a presidenti esistenti, frutto completamente della fantasia dell’autore). Vedovo, cattolico, ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana. Oltre ai due protagonisti principali, Toni Servillo e Anna Ferzetti nei panni del Presidente della Repubblica e di sua figlia, il cast del film include Orlando Cinque, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Giuseppe Gaiani, Giovanna Guida, Alessia Giuliani, Roberto Zibetti, Vasco Mirandola, Linda Messerklinger e Rufin Doh Zeyenouin.

Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato; è infatti entrato nel semestre bianco. Vedovo da otto anni della moglie Aurora che gli manca sempre tantissimo, cattolico e autore di un manuale di diritto penale definito come l’Himalaya K3, ha due figli: Dorotea, giurista come lui, è sempre al suo fianco e gli controlla sempre i pasti per un’alimentazione sana; Riccardo, musicista (ma non di musica classica come lui aveva sperato) vive a Montréal. In questi ultimi mesi del suo incarico, scopre anche il suo soprannome, “Cemento armato”. Ma soprattutto si trova davanti a due dilemmi morali. Il primo riguarda la richiesta di grazia per Isa Rocca che ha fatto fuori il marito nel sonno dopo essere stata a lungo maltrattata e per Cristiano Arpa, che ha ucciso la moglie malata di Alzheimer. Il secondo: non sa se firmare o no la legge sul diritto all’eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire delle verità nascoste.
In La grazia ci sono dei legami indissolubili che durano da anni (l’amica Coco Valori), la presenza di fotografie, ricordi del passato, ma soprattutto l’immagine della moglie del Presidente che cammina nei boschi. Forse un flashback, forse una visione, forse un sogno, forse tutte e tre le cose. Nei primi piani su Servillo il passato scorre continuamente sui suoi occhi accanto alle questioni scottanti (grazia, eutanasia) che deve cercare di risolvere prima della fine del suo mandato. Nel suo volto si avverte il senso opprimente dell’attesa simile a quella di Titta Di Girolamo in Le conseguenze dell’amore. In più il suo ruolo istituzionale alternato, anzi sovrapposto con la sua dimensione privata, richiama le figure di Giulio Andreotti in Il divo e Silvio Berlusconi in Loro. Le parole del Papa, di colore, che si muove in scooter in uno dei movimenti riconoscibilissimi del cinema del regista, lo mettono davanti a un bivio: “Il passato è un peso, il futuro un vuoto”. La grazia non è però un film sulla nostalgia ma sulla memoria che riaffiora nelle parole, nei pensieri, nelle cose che non si sono fatte, nel rapporto con i figli, in particolare Dorotea, dove risalta l’ottima prova di Anna Ferzetti. Nei primi piani, negli sguardi (o nell’illusione degli sguardi) in macchina ci può essere sempre il rischio, la tentazione di una caricatura grottesca che diventa ancora uno dei tanti, possibili modi, per comporre una galleria umana. Ma, nel corso degli anni, il cinema di Sorrentino si è sciolto, non si nasconde quando parla d’amore in tutte le sue forme (desiderio, possesso, ricordo) incrociandosi più volte con la morte: Isa Rocca, la donna che ha richiesto la grazia, che ha ucciso il marito forse perché l’amava troppo; il legame di Mariano con Aurora che li tiene legati per sempre anche dopo la scomparsa della donna. La grazia è infatti un film pieno di lacrime. Si comincia con il dettaglio sul volto di Isa e poi ci sono quelle di Coco in macchina, di alcuni dei componenti del suo staff che lo salutano a fine mandato, di Dorotea e Riccardo in videochiamata e soprattutto dell’astronauta, proprio con il dettaglio della lacrima in evidenza. In più ha alcuni momenti emotivamente contagiosi, come quello bellissimo del canto degli alpini, esempio questo di nuove direzioni che esplora il cinema di Sorrentino.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 18 gennaio 2026 .