In programma nei giorni:
ven 17 ott 2025 ore 21:00
sab 18 ott 2025 ore 21:00
dom 19 ott 2025 ore 21:00
Una battaglia dopo l’altra
regia
Paul Thomas Anderson
cast
Leonardo DiCaprio, Sean Penn, Benicio Del Toro, Regina Hall, Teyana Taylor, Chase Infiniti, Wood Harris, Alana Haim, D.W. Moffett, John Hoogenakker, Shayna McHayle, Brenda Lorena Garcia, Tracy Todd, Bogdan Szumilas, Jack Trout, Rob Gore, Scott Jordan, Mario Valdez, Paul Grimstad, Brooklyn Demme, Starletta DuPois
durata
161
nazione
USA
uscita
25 settembre 2025
genere
Drammatico, Thriller,
distribuzione
Warner Bros Italia
produzione
Ghoulardi Film Company, Warner Bros.
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
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Una Battaglia dopo l’Altra, il film diretto Paul Thomas Anderson, segue la storia di un gruppo di ex rivoluzionari americani costretti a riunirsi quando il passato torna sotto forma di una minaccia terribile. Sono trascorsi sedici anni da quando Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), un tempo figura carismatica e idealista del collettivo libertario French 75, ha abbandonato la lotta armata per rifugiarsi in una vita marginale e solitaria. Oggi Bob è un uomo stanco, con i capelli lunghi, i baffi a manubrio, un’anima segnata dai rimpianti e un’esistenza offuscata dalle dipendenze. Al suo fianco c’è Perfidia (Teyana Taylor), compagna tenace, attivista per i diritti civili, e la loro figlia adolescente, Wilma, nata da un amore che ha sfidato convenzioni e pregiudizi. Ma la fragile pace conquistata a fatica viene infranta quando ricompare un volto familiare e terrificante. È il colonnello Steven J. Lockjaw (Sean Penn), un fanatico nazionalista e suprematista bianco, un tempo nemico giurato della French 75, ora a capo di una violenta milizia armata. Per Lockjaw, l’unione interrazziale di Bob e Perfidia rappresenta una minaccia ideologica, e la giovane Wilma diventa un bersaglio da eliminare. Quando Wilma viene rapita, Bob è costretto a fare ciò che aveva giurato di non fare mai più: tornare in battaglia. Con l’aiuto di Perfidia e dei suoi vecchi compagni deve affrontare un nemico feroce in una corsa contro il tempo, dove in gioco non c’è solo la salvezza della propria figlia, ma anche la possibilità di riscrivere il proprio destino. Un viaggio emotivo e politico attraverso le contraddizioni dell’America contemporanea, un’esplorazione profonda di ciò che resta degli ideali quando la realtà si fa crudele.

Bob Ferguson, rivoluzionario in pensione, ha esploso tutti i suoi colpi nella giovinezza, sognando un mondo migliore al confine tra Messico e USA. Appeso al chiodo l’artiglieria e il nome di battaglia, Ghetto Pat, fa il padre a tempo pieno di Willa, adolescente esperta di arti marziali. Tra una canna e un rimorso prova a proteggerla dal suo passato che puntualmente bussa alla porta e chiede il conto. Dall’ombra riemerge un vecchio nemico, il colonnello Lockjaw, che più di ogni altra cosa vuole integrare un movimento suprematista devoto a San Nicola. Ma Bob e Willa sono un ostacolo alla sua ambizione. Lockjaw rapisce Willa e Bob riprende il fucile.E a ispirarlo è di nuovo una delle grandi leggende invisibili della letteratura americana (l’altra è Salinger), il più inadattabile tra gli inadattabili, Thomas Pynchon e il suo romanzo, “Vineland”. Adattamento libero perché dopo Vizio di forma, Anderson sa bene che è impossibile restituirlo, restituire un’opera letteraria indefinibile, considerata una delle più importanti del XX secolo e oggetto di una moltitudine di studi che ha imbarcato gli scaffali delle biblioteche americane. Cercare di analizzare l’opera di Pynchon è come indossare una vestaglia al contrario, è quello che fa uno dei suoi personaggi. Figuriamoci tradurla in immagini, ridurre a dimensione ragionevole le teorie, i riferimenti scientifici, la manipolazione romanzesca della storia, le riflessioni sulla decadenza, le singolarità erotiche, la genealogia, l’erudizione vertiginosa, le invenzioni deliranti, i discorsi anticapitalisti… Ci ha messo almeno quattro anni Anderson per farne il suo ‘grande romanzo americano’, un film corrosivo che affronta l’utopia libertaria e la rivoluzione conservatrice attraverso il viaggio del suo eroe anti-establishment: un padre paranoico e smarrito che intraprende una ricerca personale cercando la figlia rapita. Se il materiale originale va e viene tra la rielezione di Ronald Reagan e gli anni Sessanta/Settanta, Una battaglia dopo l’altra avanza fino agli anni Venti, sotto una probabile presidenza Trump anche se il suo nome non viene mai menzionato. In questo senso, Una battaglia dopo l’altra porta bene il suo titolo: non è un film ‘moderno’ e forse nemmeno ‘attuale’, è un film sulle rivoluzioni familiari, politiche, sociali. Anderson mette in evidenza un cambiamento di paradigma generazionale e identitario in un mondo sull’orlo del baratro e in un Paese sempre più autoritario, ma dove continuano a rinascere proteste salutari, necessarie e vitali. Inventa una visione poetica della storia degli Stati Uniti, un cortocircuito temporale che mescola passato e presente, La battaglia di Algeri e Black Lives Matter… In questa commedia poliedrica, che oscilla tra dramma intimista e action movie senza interruzioni, i personaggi sono innumerevoli. Appaiono, scompaiono e ricompaiono, passandosi il testimone, urtandosi lungo il percorso, mescolandosi costantemente, contaminandosi a vicenda, in una storia frammentata e allucinata, posta sotto il segno del tradimento. Un cocktail esplosivo preparato da Anderson, bombarolo come Ferguson, con umorismo terribile per far emergere le componenti più folli di un’umanità che si sta perdendo in tutto lo spazio che lo schermo gli concede (VistaVision). Un formato scelto per contenere tutte le idee dell’autore. Questo fracasso narrativo, questa intelligente decostruzione del linguaggio e della sintassi, non è priva di effetti collaterali: trame e storie si intrecciano, si sovrappongono, si scontrano, lasciando lo spettatore stordito, come dopo un montante di Sonny Liston.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 13 ottobre 2025 .