In programma nei giorni:
gio 19 mar 2026 ore 21:00
Divine Comedy
regia
Ali Asgari
cast
Bahram Ark, Sadaf Asgari, Bahman Ark, Faezeh Rad, Mohammad Soori, Milad Ashkali, Hossein Soleimani, Amirreza Ranjbaran
durata
98
nazione
Iran, Italia, Francia, Germania, Turchia
uscita
15 gennaio 2026
genere
Commedia
distribuzione
Teodora Film
produzione
Seven Springs Pictures, Zoe Films, Salt for Sugar Films, Taat Films
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
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Divine Comedy, il film diretto da Ali Asgari, segue la storia di Bahram (Bahram Ark), un regista iraniano sulla quarantina, ostinato e appassionato, ma segnato da anni di frustrazione. Nonostante l’impegno e l’autenticità delle sue opere, nessuno dei suoi film ha mai ottenuto il permesso di essere proiettato nel suo Paese. Ogni tentativo ha incontrato il muro rigido della censura imposta dal Ministero della Cultura. Dopo l’ennesimo rifiuto, Bahram decide di tentare un’ultima, folle impresa. In sella a una Vespa scassata, insieme a Sadaf (Sadaf Asgari), la sua caustica produttrice dotata di un’ironia affilata, si lancia in una missione clandestina. Vuole mostrare finalmente il suo film al pubblico iraniano. Il loro viaggio non è solo un atto di ribellione, ma anche una corsa contro il tempo e contro il sistema. Tra espedienti improvvisati, controlli da evitare, sale improvvisate e il peso crescente dei propri dubbi, Bahram dovrà confrontarsi con la sua idea di arte, libertà e coraggio.

Bahram, un regista sulla quarantina che realizza film d’impegno, si vede ancora una volta proibire dalle autorità la proiezione del suo ultimo film. Cerca allora di trovare una soluzione muovendosi su una moto rosa insieme alla sua giovane produttrice dai capelli colorati. Trovare un luogo in cui poter proiettare la sua opera non sarà facile. Tutti temono il controllo delle autorità e vogliono evitare i guai.
Dopo Kafka a Teheran fa indubbiamente piacere ritrovare sugli schermi una coppia di autori che non hanno piegato il capo dinanzi alle minacce degli ayatollah. Girato in maniera semiclandestina grazie alla maggiore difficoltà di controllo governativo sul digitale (anche se è stato necessario avere alcuni permessi proponendo un soggetto diverso) questo film mostra e dimostra come il saper far uso della satira sottile possa talvolta risultare più efficace dei pamphlet con attacchi frontali e drammatici. Le vicende di questo regista, che ha nel DNA anche il problema di avere un gemello che fa il suo stesso lavoro ma che sa come non scontentare i potenti, vengono seguite sin dalla prima sequenza con la leggerezza necessaria a far passare messaggi molto precisi. Bahram e la sua produttrice, a cavallo di una moto rosa, sfrecciano per le vie di Teheran con una colonna sonora che non dispiacerebbe a Woody Allen. Questo è solo l’inizio di un percorso dolorosamente sorridente attraverso i gironi infernali di una censura che vorrebbe poter controllare tutto e che si attacca alla presenza di un cane in un film per poterne vietare la proiezione.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 18 gennaio 2026 .