In programma nei giorni:
gio 5 nov 2026 ore 21:00
Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio
regia
Annemarie Jacir
cast
Jeremy Irons, Robert Aramayo, Liam Cunningham, Billy Howle, Christopher Villiers, Hiam Abbass, Sam Hoare, Yasmine Al Massri, Yumna Marwan, Saleh Bakri
durata
119
nazione
Regno Unito, Qatar
uscita
10 settembre 2026
genere
Drammatico, Guerra, Storico
distribuzione
Wanted
produzione
Philistine Films, BBC Film, BFI Films, CNC Aide aux cinémas du monde - Institut Français, Cocoon Films, Corniche Media, Doha Film Institute, Film i Väst, La Région Île-de-France, MK Productions, Metafora Productions
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
altre info su

Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio, il film diretto da Annemarie Jacir, è ambientato in Palestina nel 1936, sotto il dominio coloniale britannico. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti, seguiamo la storia di Yusuf (Karim Daoud Anaya), un giovane che si muove tra la calma apparente del suo villaggio rurale e la tensione caotica della Gerusalemme mandataria. Yusuf sogna un futuro diverso, ma si trova presto coinvolto in un mondo in rapida trasformazione. Con lo sfondo della rivolta araba del 1936, la più lunga e significativa insurrezione palestinese contro il dominio britannico, il film intreccia storie personali con eventi politici. L’arrivo di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo europeo, il tramonto dell’Impero Ottomano e la crescente tensione tra sogni di autodeterminazione e imposizione coloniale. Oltre a Yusuf, c’è anche Afra (Wardi Eilabouni), giovane donna che affronta il cambiamento con la guida amorevole della nonna Hanan (Hiam Abbass). Poi incontriamo Khalid (Saleh Bakri), un lavoratore portuale disilluso trascinato suo malgrado nel cuore della ribellione e infine l’algido funzionario britannico (Jeremy Irons), simbolo di un impero in declino che fatica a contenere il fermento popolare. Non è solo il racconto di un’epoca, ma anche una riflessione sul presente, un’opera visivamente potente che illumina un nodo fondamentale della storia contemporanea con uno sguardo umano e profondamente empatico.

A Gerusalemme, nell’epoca del Mandato britannico della Palestina, il giovane Yusuf lavora come autista per il facoltoso Amir Atef e sua moglie, la giornalista Khuloud. Punto di contatto tra gli ambienti altolocati cittadini e la realtà rurale del paese, il giovane proviene dal villaggio di Al-Basma, dove cova la ribellione contadina nei confronti dei coloni ebrei, che prendono sempre più il controllo dei territori, e della repressione militare britannica, rappresentata dal capitano Wingate. Dopo la notizia della spartizione del paese tra ebrei e arabi, nel 1937, il conflitto esplode nel villaggio e coinvolge la famiglia di Yusuf e quella della giovane vedova Rabab, la quale a sua volta ha una figlia e dei genitori anziani di cui preoccuparsi.
In una narrativa di ampio respiro, dalla natura corale e capace di abbracciare punti di vista multipli, Jacir lascia in realtà da parte la presenza ebrea per concentrarsi sulla disastrosa responsabilità britannica, che tra il lavoro della Commissione Peel e la violenta repressione sul campo dei ribelli indirizzò tutti gli eventi successivi. Ma il suo (che in Palestina ci è nata e al racconto del paese ha dedicato una carriera, da Quando ti ho visto a Wajib – Invito al matrimonio) è soprattutto l’affresco che racconta un popolo, qui colto nel momento che ne cambia la storia e la società. Se la violenza e le tensioni (da ambo le parti) erano già cominciate da oltre un decennio, il vibrante panorama palestinese messo in scena da Jacir abbraccia la sfera culturale e quella politica, il mondo dei lavoratori portuali e degli scioperi operai, le ipocrisie degli intellettuali e la vita contadina nei villaggi, con più di un occhio alla disparità tra classi sociali, sfaccettatura raramente esplorata sull’argomento. Come a riconoscere che nessun singolo personaggio di finzione può mai racchiudere in sé tutto il peso di vicende così spinose, il film deflagra in soggettività parziali a cui prestano il volto un gran numero di attori riconoscibili: Liam Cunningham e Jeremy Irons dal lato britannico e la leggendaria Hiam Abbass a capeggiare la nutrita schiera palestinese, in cui nel piccolo ruolo di Khalid fa sempre piacere ritrovare il poliedrico Saleh Bakri, protagonista di Salvo nel 2013 per Grassadonia e Piazza, collaboratore storico di Jacir e poi più di recente star ne Il caftano blu per Maryam Touzani.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 6 ottobre 2026 .