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regia
Christopher Nolan
cast
Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Zendaya, Charlize Theron, Lupita Nyong'o, Ryan Hurst, Mia Goth, James Remar, Nick E. Tarabay, Jon Bernthal, Bill Irwin, Jovan Adepo, John Leguizamo, Benny Safdie, Elliot Page, Samantha Morton, Logan Marshall-Green, Josh Stewart, Himesh Patel, Elyes Gabel, Will Yun Lee, Corey Hawkins, Niko Nicotera, Shiloh Fernandez, Jamie Harris, Iddo Goldberg, Maurice Compte, Rafi Gavron, Adam Croasdell, Jesse Garcia, Michael Vlamis, Jimmy Gonzales, Markie Farnsley, Anthony Molinari, Stephen Murphy (II), Matt Lasky, Jarreth J. Merz
durata
172
nazione
USA, Gran Bretagna
uscita
16 luglio 2026
genere
Avventura, Drammatico, Fantasy,
distribuzione
Universal Pictures
produzione
Syncopy, Universal Pictures
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
altre info su
Dopo aver posto fine all’assedio di Troia con un astuto stratagemma, Ulisse (Matt Damon) salpa con i suoi fedeli compagni verso Itaca, dove lo attendono la moglie Penelope (Anne Hathaway) e il figlio Telemaco (Tom Holland). Il viaggio di ritorno si trasforma però in una lunga odissea, ostacolata da forze tempestose, creature inospitali, dalla sua stessa hybris e dai fantasmi della sua coscienza.Nel frattempo, a Itaca, Penelope resiste ai corteggiamenti dei numerosi pretendenti che hanno occupato il palazzo reale e che il costume locale le impedisce di respingere apertamente. Con un’astuzia pari a quella del marito, riesce a tenerli in scacco mentre lotta per proteggere se stessa, la propria famiglia e il regno. Tra tutti, il più pericoloso è Antinoo (Robert Pattinson), che, esasperato dal suo rifiuto di scegliere un nuovo marito, perde la pazienza e ordisce un piano per costringerla a cedere e impadronirsi del trono. Temendo per la vita della madre e per il destino di Itaca, Telemaco intraprende un viaggio attraverso le isole ioniche alla ricerca di notizie sul padre e di un motivo per credere nel suo ritorno. Il suo diventa un racconto di formazione, che lo costringe a maturare rapidamente per affrontare la minaccia rappresentata dai pretendenti e contribuire a salvare la propria famiglia e il futuro del regno…
Ulisse, eroe degli achei di proteiforme ingegno, ha ideato lo stratagemma del cavallo di Troia per porre fine ai dieci anni di assedio della città e finalmente conquistarla. La vittoria gli permette di partire verso casa, all’isola di Itaca, ma la sua flotta incontra diverse sventure e il suo viaggio lo porta a confrontarsi con minacce sovrannaturali, a visitare l’Ade e a una lunga sosta sull’isola della ninfa Calipso. Nel mentre suo figlio Telemaco, ormai cresciuto, cerca di proteggere la madre Penelope e il trono di Itaca dai proci che si fanno avanti come pretendenti della regina rimasta senza marito. Tra loro Antinoo, aiutato dalla serva di Penelope, Melanto, insidia pericolosamente Penelope.
Attraversa l’intera opera, costantemente citata, la xenia, la legge di Zeus, ossia la sacralità dell’ospite, non importa quanto umile, dietro al quale potrebbe nascondersi un dio. Inoltre la pratica di onorare i morti, a sua volta cruciale nella cultura greca, è più volte chiamata in causa con nefaste conseguenze. Odisseo è infatti formalmente un campione di questa civiltà ma è allo stesso tempo un uomo spregiudicato che all’occorrenza infrange questi due tabù. Per questo è anche un uomo perso, colpevole di aver portato alla morte nemici così come alleati, si ritiene indegno di tornare a casa e diventerà davvero determinato a farlo solo quando verrà a conoscenza delle insidie che minacciano sua moglie Penelope. Come Il cavaliere oscuro, anche Ulisse è un eroe che deve rinunciare a far parte della società, che accetta su di sé il peso di scelte estreme, ma a differenza di Batman la sua storia è assai più rilevante, moderna e ancestrale al tempo stesso. In un mondo contemporaneo ancora dilaniato dalla guerra, il viaggio di Odisseo è il percorso di pentimento e redenzione di un reduce, che ha partecipato a una guerra crudele e ingiusta e viene costretto a riconoscerlo, accettando il peso degli orrori del conflitto così come la punizione che ne consegue. Odissea è ambientata in un’era lontana ma ne racconta la fine, come Oppenheimer è attraversata dallo spettro dell’Apocalisse, che anche in questo caso è alle porte non per il nemico ma per le azioni degli stessi “eroi”. Il cavallo di Troia, come la bomba atomica, è una violazione dei codici sacri del conflitto, è la rottura delle leggi – divine o meno che siano – che costituiscono il tessuto stesso della civiltà. Odissea, per quanto non manchi di numerosi passaggi fantastici e di nominare gli dèi, li fa intervenire assai meno che nel mito greco, anzi diremmo che non li fa intervenire per niente. È nelle sue figure tragicamente umane che si compie la profezia dell’arrivo degli uomini dal mare, che segna la fine della civiltà per ragioni del tutto interne. Emblematica è in questo senso la sorte di Agamennone, il vincitore della guerra che sarà ucciso per il sacrificio commesso per avere la vittoria. Nel racconto di Omero, come nelle Eumenidi di Eschilo, non è negata la colpa di Ulisse, ma l’intervento di Atena ristabilisce l’equilibrio della società civile, mentre nella versione di Nolan non c’è alcun “deus ex machina” a scongiurare i peggiori presagi. Ulisse, come Oppenheimer, è diventato un distruttore di mondi.
Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 28 settembre 2026 .