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regia
Cherien Dabis
cast
Saleh Bakri, Cherien Dabis, Adam Bakri, Maria Zreik, Mohammad Bakri, Muhammad Abed Elrahman, Dominik Maringer, Ramzi Maqdisi
durata
145
nazione
Cipro, Germania, Grecia, Giordania
uscita
18 settembre 2025
genere
Drammatico
distribuzione
Officine Ubu
produzione
AMP Filmworks, Displaced Pictures, Nooraluna Productions, Pallas Film, Red Sea Film Fund, Twenty Twenty Vision Filmproduktion GmbH, ZDF/Arte
Film d'essai:
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altre info su
Tutto Quello che Resta di Te, il film diretto da Cherien Dabis, racconta un dramma che attraversa tre generazioni e più di settant’anni della vita di una famiglia palestinese. La storia inizia nel 1988, nella Cisgiordania occupata, dove Salim (Saleh Bakri) vive con la moglie Hanan (Cherien Dabis) e il figlio Noor (Muhammad Abed Elrahman). Noor è un adolescente che corre tra le vie di Nablus, un’immagine vivida di gioventù intrappolata tra la speranza e l’umiliazione, mentre la città sbiadisce sotto il sole cocente e il degrado delle case. Il ragazzo, sempre più frustrato dalla passività del padre, si unisce alle proteste contro l’occupazione israeliana, ma durante uno scontro con i soldati viene ferito, segnando un punto di non ritorno per la famiglia. Mentre la madre racconta come suo figlio sia giunto a quel momento tragico, la narrazione si sposta nel passato e rivela le esperienze traumatiche del 1948, quando il nonno di Noor fu costretto a lasciare la sua casa a causa delle truppe israeliane. Una rappresentazione potente della sopravvivenza di una famiglia palestinese, intrappolata tra le cicatrici di un trauma intergenerazionale e la lotta quotidiana per l’identità e la libertà. La storia non è solo quella di una famiglia, ma anche quella di un intero popolo, costretto a vivere nel ricordo di un’esperienza storica che continua a definire il suo futuro.
1988 Prima Intifada. Noor, un adolescente viene colpito da un proiettile sparato dagli israeliani. La madre, ormai anziana, si rivolge ad un interlocutore, di cui scopriremo l’identità solo molto più avanti, sentendo la necessità di raccontargli quanto accaduto alla famiglia nel passato. Si passa a Jaffa nel 1948 quando il nonno di Noor, Sharif, viene arrestato perché attaccato alla propria terra dopo che gli inglesi hanno lasciato la regione. E poi si arriva al 1978, al campo dei rifugiati in Cisgiordania. Qui Salim, figlio di Sharif, viene umiliato da un soldato israeliano dinanzi al figlio Noor, del quale poi seguiremo le vicende che coinvolgeranno i genitori. Cherien Dabis dirige e interpreta un film che invita tutti a interrogarsi su quanto accade oggi. La storia del cinema ha visto portare sullo schermo, nel corso dei decenni, il susseguirsi delle generazioni all’interno di un nucleo familiare. In Italia Ettore Scola con La famiglia rappresenta uno dei punti più alti di questo tipo di narrazione. È solo conoscendo il passato che si può comprendere il presente, ed è ciò che Dabis fa scegliendo un punto di vista, quello palestinese, senza dimenticare quello di chi vi si oppone. C’è uno scambio di battute (nell’ultima parte del film) che è estremamente significativo in proposito ma che in questa sede, per ovvi motivi di spoiler, non è possibile citare. Vedendo questo film vengono alla mente le parole pronunciate nel febbraio di quest’anno ad una radio ultraortodossa dal vicepresidente della Knesset (il parlamento israeliano): “Chi è innocente a Gaza? I civili sono usciti e hanno massacrato la gente a sangue freddo. Sono feccia, subumani, nessuno al mondo li vuole. I bambini e le donne vanno separati e gli adulti eliminati.” Sono parole che dovrebbero far rabbrividire chiunque si ritenga umano e, purtroppo, non si tratta di una fake news. Questo film ci porta dalla parte dei ‘subumani’ e ce ne mostra la vita nel susseguirsi degli anni, mostrando come chi viene sottoposto a soprusi non venga messo nella condizione di poter sviluppare sentimenti di fratellanza ma possa conservare comunque un senso profondo di umanità.
Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 22 settembre 2025 .