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In programma nei giorni:
dom 15 nov 2026 ore 21:00
ven 13 nov 2026 ore 21:00
sab 14 nov 2026 ore 21:00dom 15 nov 2026 ore 21:00
regia
Giovanni Veronesi
cast
Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi, Alessandro Cucca, Gianluca Vannucci, Carlo Cecchi
durata
114
nazione
Italia
uscita
29 ottobre 2026
genere
Commedia
distribuzione
PiperFilm
produzione
Indiana Production, Piperfilm, Ogi Film
Film d'essai:
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altre info su
Nel Seicento, quando la Chiesa parla ai fedeli in latino e governa attraverso il rigore della dottrina, un frate rompe ogni schema. È Fra Leopoldo da Casamacchia (Pierfrancesco Favino). Con parole semplici e un entusiasmo travolgente racconta il Vangelo come una buona notizia capace di restituire speranza, consolazione e gioia. Il suo è un Dio vicino agli uomini, che condivide le loro sofferenze ma anche la loro umanità. Di villaggio in villaggio, la sua predicazione richiama folle sempre più numerose. Migliaia di persone lo seguono, mentre le chiese iniziano a svuotarsi. Quel consenso popolare non passa inosservato. La notizia raggiunge Roma, dove una voce tanto libera viene percepita come una minaccia per un potere fondato sull’autorità e sul timore. Il Papa affida il caso al Cardinale Maculani (Silvio Orlando), il più autorevole inquisitore del suo tempo. E così, un semplice processo si trasforma in un confronto destinato a far crollare certezze che sembravano inattaccabili. Mentre il destino di Fra Leopoldo appare ormai segnato, anche quello di Maculani prende una direzione inattesa, perché si può mettere a tacere un uomo, ma non cancellare ciò che le sue parole hanno acceso nel cuore degli altri.
Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia che racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque. Un clamore che porta il Papa ad affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prende direzioni inattese.
Già dall’incipit risulta chiaro che Giovanni Veronesi, nella lunga sequenza in cui Fra Leopoldo si carica letteralmente sulle spalle il suo priore malato (un commovente Paolo Rossi) per le campagne toscane, abbia lavorato su una regia molto studiata che, oltre all’utilizzo della macchina da presa a spalla che li pedina, è alla ricerca della luce naturale giusta, immergendoci da subito proprio nell’ambiente che tanta importanza avrà nel proseguo del racconto per la sua funzione narrativa. Infatti Fra Leopoldo che, più che predicare, mette in scena dei racconti orali da attore consumato davanti a un pubblico che inizia a seguirlo sempre più numeroso, lo fa sempre all’aperto. La sua caratteristica di ridurre all’essenza le vicende delle Scritture, con l’aggiunta di una nota ironica che arriva diretta a tutto il suo pubblico che è molto largo, dai bambini agli anziani, lo porta a farsi capire in maniera diretta e naturale. Questi momenti sono tutti sempre in esterni, in mezzo alla natura appunto, che sia un lago o una radura o lo spazio di una cava dove lui trova riparo in una grotta. La natura, più vicina agli uomini semplici, è volutamente contrapposta alla Chiesa ufficiale con gli spazi non certo angusti ma chiusi dei palazzi sfarzosi in cui si muove il cardinale Maculani, il tribunale della Santa Inquisizione e naturalmente il Papa Innocenzo X interpretato con la solita forza incisiva da Carlo Cecchi nella sua ultima grande apparizione al cinema. Questa dicotomia rispecchia anche la cesura ideologica tra una Chiesa, quella francescana del frate più vicina alla povera gente (il film si chiude non a caso con una citazione di Papa Francesco: «Si può ridere anche di Dio? Certo, non è una bestemmia questa, come si gioca e si scherza con le persone che amiamo») e quella appunto chiusa nei palazzi e nelle chiese dove la liturgia veniva celebrata in latino. Fra Leopoldo invece parla come gli viene – è pure analfabeta – in una sorta di volgare italiano (Favino in questo è strepitoso perché ha un dono nel rendere in maniera molto originale i diversi parlati) che conquista non solo il suo pubblico (e noi spettatori), ma anche un altro personaggio del film, quello della giovane nobile Isabella (Alma Noce che conferma la sua serietà attoriale) sposata e vessata da un proprietario terriero violento.
Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 2 novembre 2026 .