In programma nei giorni:
gio 23 mar 2017 ore 21:00
Il cerchio perfetto
regia
Claudia Tosi
cast
durata
75
nazione
Italia, Slovenia, Paesi Bassi, Gran Bretagna
uscita
1 gennaio 2015
genere
Documentario
distribuzione
produzione
Film d'essai:
--
giudizio CNVF

Proiezione gratuita promossa dall’associazione “Sulle Ali” di Varese.

Ivano e Meris vivono in due stanze adiacenti di un hospice sulle colline emiliane. Ivano e Meris non si conoscono. A prendersi cura di Ivano è la moglie, accanto a Meris siede il marito. Con The Perfect Circle la regista sembra voler ritrovare ciò che ‘il tempo del prendersi cura’ consente di vedere. Claudia Tosi recupera l’impercettibile memoria degli occhi che vedono il cerchio perfetto della vita.

Polvere alla polvere, acqua all’acqua. Il corpo di un neonato è per l’85% acqua. Invecchiando, ne perdiamo fino ad arrivare al 50% del nostro peso. In altre parole, le persone, crescendo, si “asciugano”. In The Perfect Circle, i protagonisti bevono, osservano la pioggia e cercano di non pensare alla morte, come quando chiudono gli occhi e si lasciano portare lontano dalla musica o dal vento. Sulle colline di Reggio Emilia, alla Casa Madonna dell’Uliveto, Ivano e Meris cercano di afferrare ogni sprazzo di vita nel tempo che è loro concesso, circondati dai loro cari. Non vogliono arrendersi alla malattia e non se ne vogliono andare docili in quella “buona notte”, per dirla col poeta Dylan Thomas.
The Perfect Circle intreccia due storie d’amore e la necessità di ritrovare il senso del vivere quando si sta per morire. Anche se, nel ciclo delle acque, nessuno se ne va mai per sempre.
La telecamera osserva da vicino, ma con rispetto, i protagonisti e non viola la loro dignità. Solo il dosato black humor dei protagonisti ci riporta alla durezza dell’ineluttabilità del ciclo di vita e morte.

Note della regista

L’idea per “Il cerchio perfetto” è nata da una mia esperienza personale. Mia madre è morta dopo avere sofferto per 19 anni di una malattia cronica. Standole accanto ho provato ogni genere di emozione, dal rifiuto della malattia fino all’accettazione della sua “vita temporanea”. Eppure, dopo che è morta, nel ricordo che ho conservato di quegli anni, non c’è quasi traccia del dolore. Ho pensato, allora, di fare un film che raccontasse la sconvolgente, terrificante, meravigliosa esperienza che è il prendersi cura, cercando di accompagnare lo spettatore lungo un cammino alla fine del quale si può anche trovare un inaspettato senso di leggerezza. Quando ho trovato l’hospice “Casa Madonna dell’Uliveto”, sulle colline reggiane a pochi km da casa mia, ho capito che era il luogo perfetto in cui ambientare la mia storia. Due ospiti, in particolare, hanno attirato la mia attenzione, Ivano e Meris, un vecchio burbero arrabbiato col mondo e una dolce signora rassegnata al suo destino. Non mi aspettavo che mi trascinassero dentro alle loro vite, ma ho lasciato che accadesse e, senza accorgermene, mi sono ritrovata di fronte alla vita e non più alla malattia.

Commento tratto da www.theperfectcirclefilm.com - Scheda pubblicata il 5 marzo 2017 .