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Il Corriere – The Mule
regia
Clint Eastwood
cast
Clint Eastwood, Bradley Cooper, Laurence Fishburne, Michael Peña, Dianne Wiest, Andy Garcia, Taissa Farmiga, Alison Eastwood, Ignacio Serricchio, Clifton Collins Jr
durata
116
nazione
USA
uscita
7 febbraio 2019
genere
Drammatico
distribuzione
Warner Bros Italia
produzione
Warner Bros. Pictures
Film d'essai:
--
altre info su

Il Corriere – The Mule, il film diretto da Clint Eastwood, vede protagonista l’ottantenne Earl Stone (Eastwood).Costretto a chiudere la sua attività imprenditoriale, Stone si ritrova solo e senza soldi. La sua unica possibilità di salvezza sembra legata a un lavoro che gli viene offerto, un lavoro per il quale è richiesta unicamente l’abilità di guidare una macchina.Il compito sembra dei più semplice, ma, a sua insaputa, Earl è appena diventato il corriere della droga di un cartello messicano.Earl è molto bravo nel suo nuovo lavoro, talmente bravo che il volume di carico che trasporta aumenta sempre più, tanto che alla fine gli viene dato un assistente (Ignacio Serricchio), che ha il compito di aiutarlo ma anche di controllarlo.Questi non è però l’unico a tenere d’occhio Earl: anche l’efficiente agente anti-droga della DEA Colin Bates (Bradley Cooper) tiene al centro del suo radar questo misterioso e anziano nuovo “mulo” della droga.E anche se i problemi economici di Earl appartengono ormai al passato, gli errori commessi affiorano, portandolo a chiedersi se riuscirà a porvi rimedio prima che venga acciuffato dalla legge o, peggio ancora, da qualcuno del cartello stesso.Nel film Laurence Fishburne e Michael Peña interpretano altri due agenti della DEA, mentre Dianne Wiest, Alison Eastwood e Taissa Farmiga sono rispettivamente l’ex moglie di Earl, sua figlia e sua nipote.

Earl Stone, floricoltore appassionato dell’Illinois, è specializzato nella cultura di un fiore effimero che vive solo un giorno. A quel fiore ha sacrificato la vita e la famiglia, che di lui adesso non vuole più saperne. Nel Midwest, piegato dalla deindustrializzazione, il commercio crolla e Earl è costretto a vendere la casa. Il solo bene che gli resta è il pick-up con cui ha raggiunto 41 stati su 50 senza mai prendere una contravvenzione. La sua attitudine alla guida attira l’attenzione di uno sconosciuto, che gli propone un lavoro redditizio. Un cartello poco convenzionale di narcotrafficanti messicani, comandati da un boss edonista e gourmand, vorrebbe trasportare dal Texas a Chicago grossi carichi di droga. Earl accetta senza fare domande, caricando in un garage e consegnando in un motel. La veneranda età lo rende insospettabile e irrilevabile per la DEA. Veterano di guerra convertito in ‘mulo’, Earl dimentica i principi di fiero difensore del Paese per qualche dollaro in più. Ma la strada è lunga.Per Clint Eastwood la questione è il tempo che gli resta. Una questione pressante emersa dalle acque del Mystic River e risolta cinque anni dopo in Gran Torino. Walt Kowalski, misantropo irascibile e veterano della Guerra di Corea, sarà il suo ultimo ruolo. Clint Eastwood mette in scena la sua fine, fino alla prossima volta almeno. Perché undici anni dopo, l’autore che beneficia dell’eterna proroga degli dei del cinema, riprende la strada in un road-trip testamentario supplementare.Ma Il corriere – The Mule è più di questo, più del nuovo ritratto di un vecchio eroe reazionario che monda i suoi peccati. Per Clint Eastwood non è più il tempo di scrivere la sua leggenda e di giocare col suo mito. Perfettamente cosciente di quello che suscita, si diverte ma resta secco e autentico dietro le rughe di un uomo che non ha più l’angoscia di invecchiare ma la paura di morire. Quando appare sullo schermo il cuore si ferma perché Clint Eastwood è sempre maledettamente bello, col suo sguardo chiaro, il sorriso franco e quella silhouette torreggiante che non ha perso niente della sua eleganza ma che non può e non vuole nascondere il peso delle sue primavere, quella vulnerabilità che accompagna la vecchiaia. Al tempo che incalza, come gli scagnozzi del cartello messicano, l’autore risponde rallentando. Il ritmo in The Mule, dopo la frenesia di American Sniper e le sperimentazioni di Ore 15:17 – Attacco al treno, è quello di un uomo cosciente che non gli rimane più molta strada da percorrere ma che non ha davvero nessuna fretta di arrivare a destinazione. A bordo di un Ford F-100 degli anni Settanta si gode il viaggio. The Mule è il secondo film ‘fordista’ di Eastwood dopo Gran Torino, titolo dedicato a un’altra luccicante muscle car della Ford. La fascinazione per il fordismo, peculiare metodo di produzione a catena, spiega forse la cadenza infernale con la quale il regista realizza i suoi film, trentotto dal 1971 e il trentanovesimo è già ‘in montaggio’ (Impossible Odds).

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 7 settembre 2019 .