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regia
Paolo Strippoli
cast
Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini, Valeria Bruni Tedeschi, Raffaele Braia, Mariandrea Cesari, Alessandro Carbonara, Marina Limosani, Lisa Angelillo
durata
115
nazione
Italia
uscita
8 ottobre 2026
genere
Thriller
distribuzione
01 Distribution
produzione
Propaganda Italia con Rai Cinema e Dinamo Film, Kazak Productions, Tarantula
Film d'essai:
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altre info su
L’Estranea, il film diretto da Paolo Strippoli, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca), una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze. La donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che, come in una sorta di maledizione, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione, nata dall’urgenza di rimediare ai danni, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma. Alice si ritrova improvvisamente immersa in una realtà dove la sua stessa esistenza è il risultato di un accordo innaturale, e solo lei può contribuire a sciogliere il nodo creato da sua madre. Ma farlo significa accettare un prezzo che potrebbe essere insostenibile.
Bari, 1999. Anna, Walter e i figli Alice e Tobia sono “quello che gli altri vorrebbero diventare”, ovvero una famiglia ricca, felice e di successo. Walter è titolare della sartoria Colonna, ereditata dal nonno e trasformata nel negozio di Bari centro da dove passa tutta l’alta borghesia cittadina per rifornirsi delle uniformi consone al proprio status sociale; Tobia è una giovanissima promessa del calcio; Alice è stata appena scelta per una pubblicità della Barilla; e Anna è moglie e madre modello, se non fosse per quel sogno irrealizzato di diventare un’attrice che sta cercando di realizzare attraverso la figlia, e quella strana abitudine di mangiare rotelle di liquirizia a nastro per placare un’ansia senza nome. Roma, 2026. Anna si presenta nel modesto appartamento romano di Alice, ora ventenne, in una notte di pioggia scrosciante, e comincia a raccontarle una storia che ha inizio proprio nel lontano 1999, durante la festa a casa Colonna per celebrare l’ultimo Ferragosto del millennio. Ed è la storia degli incontri con un’estranea che le ha proposto patti faustiani e irrinunciabili.
Le turbolenze, nella vita di Anna, si susseguiranno in un’escalation di gravità sulle quali la donna cerca disperatamente di esercitare quel controllo che le sfugge. “Se chiudi gli occhi il Male è lontano”, recita Anna insieme ai suoi figli ogni volta che c’è un nuovo dolore in arrivo. Ma il Male non è mai così lontano, ti agguanta all’improvviso se solo provi ad abbassare quella guardia rigida che il tuo ruolo e il tuo ambiente ti impongono. E quello che conta supremamente è cosa dirà la gente, che ne sarà di quella reputazione costruita con tanta fatica e silenzioso sacrificio. Paolo Strippoli, casse 1993, alla sua terza regia dopo l’esordio folgorante di Piove e l’opera seconda La valle dei sorrisi, ha scelto il genere horror per veicolare storie che si addentrano nella crudeltà e perversione dei legami famigliari, e prosegue su questo filone anche in L’estranea, compiendo un ulteriore salto di maturità espressiva. La sua padronanza della tecnica cinematografica è impressionante per un regista appena trentenne, e si nutre di una conoscenza ampia e internazionale del cinema, non solo di genere, evidente in ogni inquadratura: L’estranea rimanda Coraline e al finale di In nome del popolo italiano, Il sacrificio del cervo sacro e La scelta di Sophie, la saga di Saw e le luminosità di Midsommar, il Sud delle apparenze di Reality e di Mine vaganti, Un tranquillo weekend di paura e Rapunzel, le simmetrie di The Master e i vortici di Sicilian Ghost Story. Quando Walter e Anna si congratulano fra di loro per aver assicurato ai figli un futuro radioso, rendendoli “una generazione felice”, dicendo a se stessi: “Siamo stati bravi”, Strippoli, che di quella generazione fa parte, sa che non c’è nulla di più lontano dalla realtà. Così quando Anna dice ad Alice “Lei è vera”, riferendosi alla presenza inquietante che più volte apparirà lungo il suo percorso di vita imponendole scelte aberranti, Alice non le crede. Chi delle due (figure femminili) ha ragione?
Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 12 ottobre 2026 .