In programma nei giorni:
gio 11 mag 2017 ore 21:00
Manchester by the Sea
regia
Kenneth Lonergan
cast
Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Lucas Hedges, Gretchen MolKara Hayward, Tate Donovan, Heather Burns, Erica McDermott, Chaunty Spillane, Susan Pourfar, Danae Nason, Peter Steve Harris, Anna Baryshnikov, Ruibo Qian, Oscar Wahlberg, Jami Tennille, Ben O'Brie
durata
135
nazione
USA
uscita
16 febbraio 2017
genere
Drammatico
distribuzione
Universal Pictures
produzione
Film d'essai:
Si
giudizio CNVF
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MANCHESTER BY THE SEA racconta la storia dei Chandler, una famiglia di modesti lavoratori del Massachusetts. Dopo la morte improvvisa del fratello maggiore Joe, Lee viene nominato tutore legale del nipote. Lee è ancora tormentato dal proprio tragico passato, che lo ha allontanato dalla moglie Randi e dalla comunità in cui è nato e cresciuto.

Lee Chandler conduce una vita solitaria in un seminterrato di Boston, tormentato dal suo tragico passato. Quando suo fratello Joe muore,è costretto a tornare nella cittadina d’origine, sulla costa, e scopre di essere stato nominato tutore del nipote Patrick, il figlio adolescente di Joe.Mentre cerca di capire cosa fare con lui, e si occupa delle pratiche per la sepoltura, rientra in contatto con l’ex moglie Randy e con la vecchia comunità da cui era fuggito.Allontanare il ricordo della tragedia diventa sempre più difficile. Non più la malinconia, ma la tragedia massima, il destino irreparabile, e la vita che, testarda, domanda comunque di essere vissuta, attraverso la gioventù di Patrick e la sua fame di esperienza, di calore umano, che incrinano il ghiaccio del dramma come piccole crepe a forma di sorriso. È una maturità stilistica vera, quella del nuovo Lonergan, tangibile in ogni scelta di dialogo, stacco di montaggio, attacco musicale, e responsabile del respiro autentico e contemporaneamente quasi letterario del film. D’altronde, la parola – la sua insufficienza e la sua estrema, umanissima necessità- sono parte fondamentale dell’impasto di Manchester by the sea. È il silenzio di Lee, nella prima parte, a costruire il suo personaggio: un’assenza di espressione verbale che lascia il posto solo episodicamente alla fuoriuscita di un turpiloquio che è furia repressa, disperazione compressa sotto vuoto. La vicinanza col ragazzo, alla quale Lee non può e non si vuole sottrarre, lo costringe a ritrovare lentamente la pratica del dialogo, ad uscire dal proprio sepolcro ambulante per mettersi nuovamente inrelazione con qualcuno. L’incontro cruciale con Randy, e le parole di lei, bucheranno la protezione facendo saltare la tesa copertura. Ma Lonergan non è mai sbrigativo, mantiene saldo fino in fondo il passo del film e non apre mai del tutto, nemmeno in coda, all’ipotesi del superamento definitivo. Con grandissima finezza, accenna solo al fatto che qualcosa possa ripartire nella vita di Lee, qualcosa di diverso, che affonda solo una parte di radice nel passato, ma va verso un’altra direzione, cominciando in curva e leggermente in salita. Come il gioco con la pallina di Patrick, che parte in maniera stentata, che Lee vorrebbe subito lasciar perdere, ma che pian piano, proprio su quella curva leggermente in salita, comincia invece a funzionare.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 5 marzo 2017 .