In programma nei giorni:
ven 30 gen 2026 ore 21:00
sab 31 gen 2026 ore 21:00
dom 1 feb 2026 ore 21:00
Primavera
regia
Damiano Michieletto
cast
Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Hildegard De Stefano, Cosima Centurioni, Federica Girardello, Rebecca Antonaci, Chiara Sacco, Miko Jarry, Valentina Bellè, Stefano Accorsi
durata
110
nazione
Italia, Francia
uscita
25 dicembre 2025
genere
Drammatico, Storico
distribuzione
Warner Bros Italia
produzione
Warner Bros. Entertainment Italia e Indigo Film una coproduzione italo-francese con Moana Films, in associazione con Paradise City Sales
Film d'essai:
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altre info su

Primavera, il film diretto da Damiano Michieletto, si svolge nei primi anni del Settecento a Venezia. L’Ospedale della Pietà è uno dei più grandi orfanotrofi della città, ma anche un punto di riferimento per la musica. Le sue orfane più talentuose vengono formate in una delle orchestre più rinomate al mondo. Cecilia (Tecla Insolia) ha vent’anni e trascorre le sue giornate suonando il violino, ha un talento eccezionale ma la sua arte è confinata all’interno dell’orfanotrofio, dove suona solo dietro una grata davanti a ricchi benefattori. La notte, invece, si rifugia in solitudine, scrivendo lettere alla madre mai conosciuta. La sua vita, da sempre imprigionata tra le mura del luogo che la ospita, sembra destinata a rimanere immutata, fino a quando un cambiamento non la scuote. Un nuovo insegnante, Antonio Vivaldi (Michele Riondino), arriva a sconvolgere l’equilibrio dell’orfanotrofio. L’arrivo di Vivaldi le cambia la vita, aprendo nuove porte e nuove possibilità, portando con sé il profumo di una primavera che potrebbe finalmente liberarla.

Venezia, 1716. Cecilia è un’orfana che la madre ha affidato all’Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell’istituto ha imparato a leggere, scrivere e soprattutto suonare uno strumento musicale, nel suo caso il violino. Le musiciste più dotate dell’orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto, e sono di fatto prigioniere finché non vengono date in sposa a qualche pretendente disposto a pagare una cospicua dote all’istituzione. Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento ma fallimentare come impresario musicale. Si tratta di Antonio Vivaldi, malato e caduto in disgrazia, ma ancora in grado di commuovere profondamente il pubblico. E Vivaldi intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un’analoga passione per la musica. Il film si discosta da Gloria! nel suo svolgimento, soprattutto perché il film di esordio di Damiano Michieletto, regista teatrale affermato in Italia e in Europa soprattutto per la messa in scena di opere liriche, avvicina le figure di Antonio Vivaldi e di Cecilia creando fra di loro una comunicazione musicale irresistibile. Vivaldi, prete per necessità, risveglia nelle ragazze, e in particolare in Cecilia, la passionalità a lungo sopita, e la rabbia per la condizione di sottoposta il cui valore è dato solo dalla possibilità di generare entrate per l’Ospedale, principalmente attraverso il matrimonio. Una volta andate in sposa infatti le musiciste dovranno abbandonare per sempre il loro strumento. Non è un caso che la prima composizione di Vivaldi affidata alla loro esecuzione si intitoli “La follia”: c’è qualcosa di febbrile e di pericoloso nella musica vivaldiana, un afflato romantico disperato che non potrà non fare presa soprattutto su Cecilia, l’unica musicista che suona non per il plauso del pubblico ma per la propria necessità espressiva. E in questo è unica anche rispetto a Vivaldi, che invece è sensibile alle lodi e alle opportunità a lui, a differenza delle ragazze, accessibili. Primavera mostra anche, attraverso il suo commento musicale, la genesi di “Le quattro stagioni”, il capolavoro di Vivaldi, composto proprio nel periodo in cui si svolge questa storia. La composizione melodica che accompagna il film è eccezionale nel sostenere il racconto e occasionalmente agire da contrappunto: una scena di ballo ambientata fra nobiluomini e nobildonne truccati e parruccati, grottesca e primordiale al punto giusto, è da antologia. “State rovinando la nostra pace”, dirà Cecilia a Vivaldi, ma la musica deve fare proprio questo, e in parte è vero che gli strumenti sono stati dati alle ragazze “per maledire la loro situazione”. Michieletto conosce bene la musica e ne capisce il potere, e capisce anche il potere dello spettacolo, dunque crea un film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo, con l’aiuto di una sceneggiatura solida, scritta insieme a Ludovica Rampoldi, che non fa mai l’errore di travisare il passato in base alle sensibilità contemporanee, pur parlando chiaramente anche dell’ingiustizia della condizione femminile.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 27 gennaio 2026 .