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dom 24 set 2017 ore 16:30
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Cars 3
regia
Brian Fee
cast
Owen Wilson, Jason Pace, Jose Premole, Armie Hammer, Nathan Fillion, Kerry WashingtonBonnie Hunt, Tony Shalhoub, Lea DeLaria, Cheech Marin, Katherine Helmond, Paul Doole
durata
109
nazione
USA
uscita
14 settembre 2017
distribuzione
Walt Disney
genere
Animazione
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
altre info su

Terzo capitolo della saga dedicata alle auto senzienti targate Pixar. In Cars 3, tornato in pista da veterano, Saetta McQueen (Owen Wilson nella versione originale) viene soppiantato dall’ultimo modello di bolide da corsa in circolazione: in poco tempo lo scattante Jackson Storm taglia un traguardo dietro l’altro, conquista gli sponsor e infrange tutti i record possibili, gettando fango con le ruote posteriori sulla leggenda del numero 95. Saetta, che non ha paura di affrontare la nuova sfida, scende in campo con la voglia di vincere e quel pizzico di arroganza che lo contraddistingue. Ma un terribile incidente nell’ultima corsa rischia di tenerlo per sempre lontano dai circuiti. Cresciuto grazie agli insegnamenti del compianto mentore Hudson Hornet – solo Doc per l’indisciplinato allievo – McQueen rivendica il diritto di scegliere in autonomia quando ritirarsi, e si ostina a gareggiare nonostante i pronostici lo diano per sconfitto. Non a caso, l’esperienza di qualche anno prima nell’accogliente cittadina di Radiator Springs gli ha insegnato che i pronostici, come i pregiudizi, sono fatti per essere ribaltati. A raccogliere il testimone del vecchio Doc, si precipita la giovanissima Cruz Ramirez (Cristela Alonzo), fan di Saetta e allenatrice promettente, la quale grazie a un innovativo programma di addestramento riesce a riportare McQueen in pista e i tutti i suoi strampalati amici sugli spalti.

Saetta McQueen ha un nuovo rivale: è Jackson Storm, un’auto da corsa di ultima generazione allenata su simulatori di gara avanzatissimi. Il consenso generale è che per Saetta sia arrivata l’ora di appendere i pneumatici al chiodo e ritirarsi in buon ordine, andando a raggiungere le vecchie glorie del passato. Mai come in questo momento ha bisogno dei consigli del suo mentore Doc Hudson e dell’amicizia di Cricchetto e Sally: ma se questi ultimi gli sono vicini, Doc è una presenza confinata nel cuore e nella memoria. Nuovi alleati però appariranno lungo la strada della rivincita, prima fra tutti Cruz Ramirez, una bravissima istruttrice che ha messo da parte il sogno di diventare pilota di gara perché tutti, a cominciare dal suo capo, l’hanno scoraggiata dal tentare.Al terzo episodio della saga, Cars 3 trova nuova linfa proprio nel personaggio femminile al centro (insieme a Saetta) della storia.In generale colpisce come tutti i personaggi femminili del film siano ben sviluppati, complessi anche se non necessariamente positivi, adeguatamente competitivi e mai stereotipati. Questo non è solo un segno dei tempi, ma anche un adeguamento della macchina cinema che “tenta strade nuove”, come fa Saetta per cercare di svecchiarsi. L’altro tema portante del film è il conflitto generazionale fra i nuovi modelli (e le nuove tecnologie) e gli “usati sicuri” (che seguono ancora metodi tradizionali di allenamento e di gara). Gli stessi studi di animazione computerizzata che, ad ogni film, rottamano le tecniche precedenti in cerca di effetti postmoderni scelgono qui di raccontare la storia di un’automobile che si appanica davanti agli allenamenti virtuali, gli “assistenti digitali” e i tapis roulant elettronici. E si oppone all’idea di rottamazione senza per questo opporsi alla filosofia secondo cui bisogna fare largo ai giovani e accettare l’età che avanza con i limiti, ma anche l’esperienza, che comporta. In generale colpisce come tutti i personaggi femminili del film siano ben sviluppati, complessi anche se non necessariamente positivi, adeguatamente competitivi e mai stereotipati. Questo non è solo un segno dei tempi, ma anche un adeguamento della macchina cinema che “tenta strade nuove”, come fa Saetta per cercare di svecchiarsi. L’altro tema portante del film è il conflitto generazionale fra i nuovi modelli (e le nuove tecnologie) e gli “usati sicuri” (che seguono ancora metodi tradizionali di allenamento e di gara). Gli stessi studi di animazione computerizzata che, ad ogni film, rottamano le tecniche precedenti in cerca di effetti postmoderni scelgono qui di raccontare la storia di un’automobile che si appanica davanti agli allenamenti virtuali, gli “assistenti digitali” e i tapis roulant elettronici. E si oppone all’idea di rottamazione senza per questo opporsi alla filosofia secondo cui bisogna fare largo ai giovani e accettare l’età che avanza con i limiti, ma anche l’esperienza, che comporta.Cars 3 procede a smontare gli assunti commerciali che sono il corollario del suo successo planetario -il merchandising selvaggio, la pubblicità onnipresente, la necessità di superare se stessi in effetti speciali ad ogni capitolo della saga – e promuove l’etica secondo cui “correre è la ricompensa” in sé, denunciando l’illusione della fiducia cieca nella tecnologia e nei numeri che “non mentono mai” e riscoprendo la saggezza (e il buon senso) della generazione dei Doc Hudson, che con la loro passione per la musica country e l’America rurale sembrano dare ragione a quella popolazione conservatrice che si considera la spina dorsale degli Stati Uniti (e si sceglie i presidenti di conseguenza). Ma combina efficacemente il tradizionalismo yankee con un invito a garantire pari opportunità per chiunque abbia trovato sulla sua strada qualcuno che gliela sbarrasse. Anche dal punto di vista tecnico Cars 3 combina CGI e riprese (simil)naturalistiche, alterna circuiti di Formula 1 a strade di polvere conciliando il vecchio e il nuovo, la competenza tecnologica e l’artigianalità umanistica. Il risultato è che i bambini (ma soprattutto le bambine) escono di sala in fibrillazione, come è successo durante l’anteprima dedicata solo a loro dal Festival di Giffoni, convinti che nessuno potrà dire che “non sono fatti per correre”.

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 27 agosto 2017 .