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regia
Nicola Prosatore
cast
Massimiliano Caiazzo, Mariasole Pollio, Giovanni Ludeno, Giuseppe Brunetti, Paolo Aguzzi, Luca Chikovani, Giampiero De Concilio, Demi Licata, Monica Nappo, Antonia Truppo
durata
105
nazione
Italia
uscita
15 ottobre 2026
genere
Biografico
distribuzione
01 Distribution
produzione
Tartare Film, Camfilm con Rai Cinema
Film d'essai:
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altre info su
Je So’ Pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore, è un ritratto emozionante e profondo di Pino Daniele (Massimiliano Caiazzo), un’anima ribelle nata nei vicoli di Napoli, che ha rivoluzionato la scena musicale italiana fondendo magistralmente blues, jazz e la tradizione partenopea. Il film ripercorre la sua straordinaria ascesa, partendo dagli anni difficili della sua infanzia, segnata da un abbandono che lo ha profondamente segnato, fino al leggendario concerto del 1981, dove si esibì davanti a oltre 200.000 persone. La sua musica diventa il riflesso di una vita complessa, fatta di conflitti familiari, fragilità emotive e amori intensi che lo accompagnano nel suo percorso. Attraverso le sue canzoni, trova una lingua potente per esprimere ciò che non riesce a dire con le parole, un linguaggio che diventa la sua unica vera forma di comunicazione. Ma il successo, pur portando alla luce il suo genio, non è privo di sfide: l’incomprensione con il padre, il peso delle aspettative e la paura di ripetere gli errori che hanno segnato la sua vita. In un continuo gioco di riflessioni personali e lotte interiori, Pino cerca di riconciliarsi con l’amore di una città che, nonostante le sue turbolenze, non ha mai smesso di aspettarlo e di amarlo. Il film è un viaggio intimo nella vita di un artista che ha saputo catturare l’anima di Napoli e la sua universale bellezza, ma che, allo stesso tempo, è sempre stato in bilico tra il successo e le sue fragilità umane.
Il film racconta l’ascesa di Pino Daniele, dagli anni difficili dell’infanzia segnata dall’abbandono, fino al leggendario concerto del 1981 davanti a 200.000 persone. Tra conflitti familiari, fragilità personali e amori profondi, Pino trova nella musica un linguaggio per esprimere ciò che non riesce a dire. Ma il successo porta con sé nuove sfide: il rapporto irrisolto con il padre, il peso delle aspettative, e il rischio di ripetere gli stessi errori.
Riuscire a trovare un attore credibile che restituisca con convinzione non solo l’aspetto esteriore di un personaggio ma che sappia scavare al suo interno dovrebbe essere una precondizione essenziale di qualsiasi film biografico. Non sempre però le cose girano nel verso giusto. Altre volte, poche, accade il miracolo. È il caso di Massimiliano Caiazzo che in Je so’ pazzo interpreta, o meglio, impersona Pino Daniele. Perché riesce a restituire quell’idea che sta nell’immaginario collettivo di un uomo sensibile e delicato chiamato però anche a scelte difficili per arrivare al successo e, soprattutto, per mantenerlo. Caiazzo s’insinua tra le pieghe di una personalità estremamente complessa, caricandosi delle gioie ma anche dei tanti dolori di Pinotto il ragazzo che è diventato, precocissimo, uno dei più grandi cantautori italiani in lingua, come sottolinea lui, napoletana. Certo un biopic su Pino Daniele è qualcosa da far tremare le vene e i polsi di qualsiasi regista. Ma Nicola Prosatore si dimostra all’altezza del compito pur dovendo rendere conto della vita del musicista in un arco temporale allo stesso tempo ampio e limitato, dall’infanzia nel 1961 al 1981, l’anno del leggendario concerto in Via del Plebiscito a cui quasi tutti i napoletani dicono di aver assistito. Per la verità il classico effetto da voce di Wikipedia, con tutti i momenti salienti giustappunto inanellati, sfiora anche Je so’ pazzo, ma l’autenticità dell’interpretazione, in primis, di Caiazzo fa sì che alla fine tutto scorra in maniera fluida e autentica. È un romanzo di formazione che rende ancora più umana un’icona della musica perché calata in quegli anni Settanta di grande fermento culturale a Napoli (anche se tutte le attenzioni si focalizzavano sul sangue di San Gennaro che non si scioglieva) ma, soprattutto, anni in cui il giovane Pino Daniele deve scegliere se seguire la sua passione – «voglio fare il chitarrista» ripete e la macchina da presa entra dentro la chitarra – nonostante chi gli sta intorno, in questo caso le due zie acquisite (splendidamente interpretate da Monica Nappo e Antonia Truppo), cerca di portarlo verso il posto fisso con l’episodio dell’incombente concorso in Alitalia.
Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 26 ottobre 2026 .