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ven 22 mar 2019 ore 21:00
sab 23 mar 2019 ore 21:00
dom 24 mar 2019 ore 16:30
dom 24 mar 2019 ore 21:00
Momenti di trascurabile felicità
regia
Daniele Luchetti
cast
Pif, Thony, Renato Carpentieri, Angelica Alleruzzo, Francesco Giammanco, Vincenzo Ferrera, Franz Santo Cantalupo, Manfredi Pannizzo
durata
93
nazione
Italia
uscita
14 marzo 2019
distribuzione
01 Distribution
genere
Commedia
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
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Momenti di trascurabile felicità nasce dal libero adattamento di due libri scritti da Francesco Piccolo, entrambi pubblicati con Einaudi: l’omonimo “Momenti di trascurabile felicità”, del 2010, e il suo sequel “Momenti di trascurabile infelicità”, del 2015. Sono libri in cui Piccolo, col suo stile autobiografico, leggero e ironico, propone al lettore spunti di riflessione che riguardano concetti importanti (come appunto quelli della felicità e della soddisfazione esistenziale) che vanno rintracciati nelle pieghe e nei dettagli della vita di tutti i giorni. Premiato con lo Strega nel 2014 con “Il desiderio di essere come tutti”, Piccolo si è occupato in prima persona della sceneggiatura del film, assieme al regista Daniele Luchetti, e la cosa non sorprende: oltre che scrittore, infatti, Piccolo è anche sceneggiatore, uno dei più attivi e premiati in attività. Ha iniziato a scrivere per il cinema nel 2002, quando ha co-firmato il copione di ben tre film: Paz! di Renato De Maria, My Name is Tanino di Paolo Virzì, e Nemmeno in un sogno di Gianluca Greco, a partire da un soggetto dello stesso Virzì. Col regista toscano, poi, Piccolo ha collaborato anche in La prima cosa bella e Il capitale umano (per entrambi vincendo il David di Donatello alla sceneggiatura), Ella & John e Notti magiche. Tra gli altri registi con cui Piccolo ha lavorato ci sono Nanni Moretti (in Il caimano, Habemus Papam e Mia madre), Silvio Soldini (Agata e la tempesta e Giorni e nuvole) e Francesca Archibugi (Il nome del figlio e Gli sdraiati). Da notare, in questo intreccio, che lo stesso Luchetti è stato in passato assistente alla regia di Nanni Moretti e che la cantante Thony, che in questo film interpreta il ruolo di Agata, ha esordito sul grande schermo proprio grazie a Virzì in Tutti i santi giorni.

Paolo conduce una vita tranquilla a Palermo con moglie e due figli, lavorando come ingegnere. Ad aggiungere pepe alle sue giornate non sono le relazioni extraconiugali che si concede di tanto in tanto, o le sedute al bar con gli amici a fare il tifo per la squadra rosa e nera, ma alcuni istanti di pura gioia, come attraversare in motorino un incrocio urbano nel momento esatto in cui tutti i semafori sono rossi. Peccato che arrivi la volta in cui Paolo “manca” il momento di una frazione di secondo, e viene investito in pieno da un’auto ritrovandosi catapultato in Cielo, nello stanzone adibito allo smistamento delle anime. Da qui comincerà quella rivalutazione della sua intera vita che lo metterà di fronte alla sua medietà e alle sue mancanze.
Francesco Piccolo, coadiuvato da Daniele Luchetti, ha scelto di attingere a due suoi libricini di grande successo editoriale, “Momenti di trascurabile felicità” e “Momenti di trascurabile infelicità”, e di dare loro una struttura narrativa del tutto assente dalla collezione di brevi notazioni che costituiva l’ossatura (disarticolata) dei libricini.
È un atto di coraggio che si rivela premiante, perché Piccolo ha saputo estrarre l’anima e lo spirito dalla parola scritta, costruendo una storia leggera e profonda, elegante nella forma e poetica nei contenuti.
C’è un deus ex machina virtuale dell’intera operazione, ed è quel Nanni Moretti di cui Piccolo è frequente sceneggiatore e Luchetti è stato allievo: la storia di Paolo riesce a farci sentire “una minoranza di due”, ovvero unisce in spirito il protagonista ad ogni singolo spettatore disposto a riconoscersi nelle sue umane debolezze e nella sua visione particolare (ma umanamente universale). E la non-recitazione, nonché la dizione straniata e straniante, di Pif sono qui altrettanto efficaci della presenza di Moretti nei suoi film: una presenza stralunata e incongrua, soggetta a fissazioni e paranoie, sfuggente eppure sempre al centro della scena. In più il personaggio di Paolo (e l’interpretazione di Pif) aggiungono una nota di tenerezza e di bonaria indolenza “siciliana” che ben dispongono il pubblico all’accettazione del suo infantilismo dichiarato. Il resto del cast aggiunge freschezza (Thony nel ruolo delizioso della moglie, Angelica Alleruzzo e Francesco Giammanco in quelli dei figli) e solida professionalità (l’imprescindibile Renato Carpentieri, angelo custode di Paolo).

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 18 marzo 2019 .