In programma nei giorni:
ven 15 mar 2019 ore 21:00
sab 16 mar 2019 ore 21:00
dom 17 mar 2019 ore 16:30
dom 17 mar 2019 ore 21:00
Non Sposate le mie Figlie 2
regia
Philippe de Chauveron
cast
Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan
durata
99
nazione
Francia
uscita
7 marzo 2019
distribuzione
01 Distribution
genere
Commedia
Film d'essai:
--
giudizio CNVF
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Tornano protagonisti i coniugi Claude (Christian Clavier) e Marie (Chantal Lauby), che sembrano ormai essersi rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid (Medi Sadoun), musulmano di origini algerine, Chao (Frédéric Chau), ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David (Ary Abittan) e il senegalese Charles (Noom Diawara). Ma la loro tranquillità familiare viene messa ancora una volta a dura prova quando scoprono che i loro generi hanno deciso di lasciare la Francia con mogli e figli in cerca di fortuna all’estero. Come se non bastasse, atterrano in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere

Claude e Marie Verneuil hanno fatto pace col fatto che le loro quattro figlie si sono sposate con uomini di culture molto diverse dalla loro: un musulmano, un cinese, un ebreo e un ivoriano. L’importante è che non debbano più viaggiare nelle terre dei consuoceri e possano starsene in pace a casa loro, tra mucche, patè d’oca e taglieri di formaggi. Ma cosa succederebbe se le quattro giovani coppie, scontente del clima discriminatorio nazionale, decidessero di trasferirsi altrove? Claude e Marie, di fronte a tale minaccia, capiscono di dover correre immediatamente ai ripari. Tornano i Verneuil e i Koffi, capitanati da Christian Clavier e Pascal N’Zonzi, e torna la formula narrativa fortunatissima del primo film: la commedia della divisione e della riunione finale, parecchi cliché, risate di pancia e tutta una serie di giochi di parole che il doppiaggio non sempre arriva a tradurre. Al centro, il politicamente corretto, concetto nato ambiguo, arma a doppio taglio, acrobazia di relativismo, controverso “esonimo” della nostra contemporaneità. Ma, allora, a cosa appellarsi? A quale dio votarsi (Qu’est ce-qu’on a encore fait au bon Dieu? è il titolo originale), da quale faro farsi illuminare il cammino sociale? Il regista De Chauveron, attraverso il personaggio di Verneiul, risponde come De Gaulle, con l’amor di patria (“Patriottismo è amare il proprio paese, nazionalismo è detestare quello degli altri”). Tra la mezza trentina di attori in scena, senza contare le discendenze, c’è, infatti, una protagonista assoluta, che è la Francia: sottoposta a processo dai suoi stessi cittadini, scandagliata da ogni punto di vista, minacciata di abbandono e tradimento, finirà per rivelarsi ancora una volta il migliore dei posti possibili, quello che li contiene tutti, nel nome della tolleranza e della polvere sotto il tappeto. Si potrebbero appuntare molte cose, per esempio che non si esca da una certa classe sociale, tutta villone di campagne, uffici sovradimensionati e rassicuranti filiali bancarie di provincia (nella regione di Tour), ma bisogna saper guardare al lato positivo: Non sposate le mie figlie, specie in questo secondo volume, fa passare il suo messaggio d’integrazione in modo intelligente, ossia dandolo per assodato, anche se, come sappiamo, la realtà è più complicata di come la raccontano i film (per dirla con una battuta del film stesso).

Commento tratto da www.mymovies.it - Scheda pubblicata il 11 marzo 2019 .